Eccezionale scoperta nell’area archeologica di San Giuliano



È stata aperta la seconda tomba etrusca inviolata rinvenuta nella necropoli di Caiolo, all’interno dell’area archeologica di San Giuliano, nel territorio di Barbarano Romano. La sepoltura, probabilmente databile alla fine del VII secolo a.C., rappresenta una scoperta di straordinario valore scientifico e storico per la conoscenza della civiltà etrusca.
Il tumulo funerario era stato individuato il 9 giugno 2026 nel corso della nuova campagna di scavo condotta dalla Baylor University sotto la direzione del professor Davide Zori, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.
Al momento dell’apertura, la camera sepolcrale si presentava ancora sigillata da una grande lastra di chiusura, conservando intatto il contesto archeologico. Una prima analisi suggerisce la presenza di due individui all’interno della tomba. Accanto a uno dei corpi è stata rinvenuta una punta di lancia, elemento che potrebbe indicare una sepoltura maschile. Le ossa risultano parzialmente conservate, mentre il corredo funerario comprende olle, calici in bucchero, almeno un aryballos e numerosi altri vasi ancora ricoperti dai sedimenti accumulatisi nel corso dei secoli.
La scoperta segue di circa un anno il rinvenimento di un’altra tomba inviolata nello stesso settore della necropoli. Il precedente tumulo era stato individuato il 27 giugno 2025, sempre nell’ambito delle attività di ricerca coordinate dalla Baylor University.
Secondo la Soprintendenza, l’eccezionale stato di conservazione del contesto consentirà agli studiosi di approfondire la conoscenza dei rituali funerari e dello status sociale delle persone sepolte, offrendo nuove e preziose informazioni sulla società etrusca dell’età orientalizzante.
Il ritrovamento assume inoltre un importante significato sul piano della tutela del patrimonio archeologico. La presenza di due tombe inviolate nella stessa area, a distanza di un anno l’una dall’altra, testimonia infatti l’efficacia delle attività di vigilanza e protezione del territorio, rese possibili dalla collaborazione tra istituzioni, comunità locali e forze preposte alla salvaguardia dei beni culturali.
In un territorio come quello dell’Etruria meridionale, segnato in passato da estesi fenomeni di scavo clandestino, il rinvenimento di contesti funerari integri costituisce un risultato di grande rilevanza. La necropoli di San Giuliano si conferma così uno dei paesaggi funerari più significativi dell’Etruria meridionale e un laboratorio di ricerca fondamentale per la ricostruzione della storia e della cultura etrusca.
Le indagini archeologiche proseguiranno nei prossimi mesi con ulteriori attività di documentazione, studio e analisi dei reperti rinvenuti.
